“Connected Health al servizio del paziente cronico”. Gianluca Gigante, Business Director, Vree Health Italia

Qual è il ruolo della e-health in un’Italia che invecchia?

L’aspettativa di vita nel nostro Paese, seconda al mondo solo al Giappone, è una conquista ed una ricchezza che va preservata. Le tecnologie giocano un importante ruolo per garantire una migliore qualità di vita, ma soltanto se inserite in un processo di cambiamento dove le persone, i processi e le tecnologie danno vita ad un nuovo paradigma assistenziale per garantire maggiore accesso, qualità e sostenibilità delle cure e dell’assistenza. Questo nuovo paradigma va sotto il nome di Connected Health, dal quale si articolano specifici modelli assistenziali e di governo della salute quali la Telemedicina, la Tecnoassistenza o la Teleassistenza. La Connected Health è la nuova opportunità e la nuova sfida per tutti: per il Servizio Sanitario, per la classe medica, per gli operatori sociosanitari, per l’industria e soprattutto per il Paziente che diventa Persona e che gioca un ruolo fondamentale quale attore informato e consapevole di essere parte attiva di un processo di cambiamento che lo riguarda profondamente.

La long-term care richiede un modello di assistenza adeguato, basato su percorsi personalizzati per i pazienti e sulle cure domiciliari. In questo scenario, la tecnoassistenza può rappresentare una soluzione efficace per migliorare la salute delle persone e facilitare il lavoro di medici e operatori sanitari?

L’opportunità offerta oggi dalle soluzioni di Connected Health, tra cui la Telemedicina e la Tecnoassistenza, è di costruire un modello paziente-centrico, focalizzato cioè sulle necessità della persona. Un modello che offre eguaglianza ed accessibilità a percorsi assistenziali e di cura con elevati standard qualitativi e senza vincoli di spazio e di tempo, che migliorano l’efficienza del sistema, la qualità della vita delle persone e di coloro che se ne prendono cura. Si tratta di modelli di gestione integrata dell’individuo per una cosiddetta presa in carico globale del paziente, che integrano finalmente tutti gli aspetti assistenziali in una armonica, organizzata ed efficace risposta ai bisogni della persona e del sistema. Un modello in cui la tecnologia consente di ridisegnare i processi e dove gli operatori sociosanitari possono ampliare la loro azione, i professionisti sanitari disegnare percorsi assistenziali e di cura integrati basati sulla cooperazione, sulla condivisione dei dati e sulla collaborazione professionale. Tecnologie che sanno essere semplici nella loro complessità, dove la persona può utilizzare APP e dispositivi medici di autocontrollo, gli operatori sociosanitari nuovi strumenti digitali e gli amministratori nuovi strumenti di governance per il monitoraggio della performance e la definizione di aree di intervento.

Teoria? Realtà. Vree Health è impegnata da anni in questo ambito di innovazione con rigore scientifico e serietà. Abbiamo completato con successo uno studio clinico di grande significatività e rilevanza (studio RE.MO.TE. A randomized clinical trial on home telemonitoring for the management of metabolic and cardiovascular risk in individuals with type 2 diabetes) e collezionato ulteriori evidenze in diverse aree terapeutiche e modelli assistenziali. L’attenzione alla Persona, la continuità assistenziale, l’accessibilità ed umanizzazione dell’assistenza sanitaria: credo di poter riassumere così quanto i nostri Pazienti più apprezzano del nostro modo di star loro vicini alle loro necessità ed esperienze.

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un radicale cambiamento del modello organizzativo nella sanità, soprattutto per quanto riguarda l’approccio alla cronicità. Si tratta di una buona occasione per inserire la tecnologia all’interno di un percorso pensato per migliorare l’offerta sanitaria e perseguire un utilizzo più razionale delle risorse?

La cronicità accompagna il Paziente per tutta la sua vita. Essere un cronico richiede al Sistema Sanitario di prendere in carico l’individuo in un percorso gestionale multidisciplinare ed integrato con i servizi sul territorio in una visione olistica della cronicità. Le nuove tecnologie di analisi dei dati e di Digital Health, in particolare le piattaforme applicative di collaborazione, comunicazione e di governance dei processi gestionali, sono imprescindibili per il nuovo approccio alla cronicità. Partendo da un’opportuna classificazione e stratificazione del rischio cronicità, eseguita sulla base di selezionati indicatori clinici ed amministrativi, si può attuare una presa in carico globale del paziente cronico con cui garantire l’efficace ed efficiente gestione della salute tramite l’erogazione di programmi di Tecnoassistenza, di aderenza a piani assistenziali individuali (PAI) e di Patient Empowerment per l’accrescimento della conoscenza e consapevolezza dei Pazienti sulle proprie patologie, condizioni di salute, fattori di rischio, stili di vita, utilizzo appropriato dei presidi, ecc. Il risultato possibile è una più efficace ed efficiente gestione della cronicità in termini di miglior controllo dell’evoluzione della malattia, riduzione dei costi sociali e risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale. Come titola un recente documento di Cittadinanza Attiva, l’Italia è il Paese dei “tanti atti e pochi fatti”, abbiamo un quadro normativo (Linee guida sulla telemedicina, Patto per la Salute Digitale, piano Nazionale delle Cronicità, Nuovi LEA) pronto all’uso. È ora di passare ai fatti e di riconoscere il valore e valenza delle tecnologie nei percorsi assistenziali e di cura attraverso nuovi meccanismi di rimborsabilità, premiando le soluzioni virtuose che dimostrano evidenze scientifiche di valore clinico, organizzativo ed economico al fine di garantire la sicurezza, la qualità e la sostenibilità di queste nuove tecnologie.