“Tecnologia e sanità nella Long-Term Care”. Valentina Andreatta, Presidente, CBA Group

Dal suo osservatorio, come sta evolvendo il settore delle residenze per anziani e delle strutture per l’assistenza a lungo termine?

Nell’attuale evoluzione dello scenario sociodemografico, si assiste ad una crescente complessità assistenziale e sanitaria che richiede la messa in atto di strategie di presa in carico differenziate e molto più articolate. Due sono i fattori determinanti: l’incremento del numero dei pazienti cronici pluri-patologici e l’aumento degli anziani non autosufficienti, la cui domanda assistenziale non trova una risposta adeguata in termini di disponibilità di posti letto nelle strutture residenziali.

Un primo segnale verso il cambiamento è rappresentato dalle strutture che si ‘aprono’ al territorio e possono ragionevolmente essere percepite come hub, in virtù di un’offerta complessa che comprende, ad esempio, poliambulatori, servizi domiciliari, ecc. La riforma della cronicità in Lombardia sta mostrando una volontà specifica del legislatore di andare in questa direzione, prevedendo, in particolare, la definizione di reti di strutture o, meglio ancora, di servizi. Questi network si presentano come aggregazioni strutturate, aventi la finalità di prendere in carico i cittadini-pazienti, coordinando percorsi di cura e assistenza complessi e personalizzati.

Qual è la strategia per far fronte ad una realtà così complessa?

Un primo elemento fondamentale è la personalizzazione dei servizi, un’esigenza imprescindibile quando parliamo di cronicità. Oggi non basta limitarsi ad offrire tecnologie, ma risulta cruciale lo sviluppo di servizi con connotazione sempre più consulenziale, dettato dalla necessità di costruire e attivare modelli organizzativi specifici in risposta ad una domanda complessa. C’è un bisogno che va oltre la mera attivazione dello strumento software: questa è dal nostro punto di vista una sfida e una grossa opportunità. Abbiamo già cominciato a offrire servizi di questo tipo proprio nel contesto lombardo dove le strutture sociosanitarie si stanno confrontando con la recente riforma sulla cronicità.

Come software house, stiamo mettendo in campo importanti evoluzioni dei nostri prodotti, con particolare riferimento alla piattaforma di Cartella clinica elettronica che si sta estendendo verso l’Assistenza Domiciliare Integrata e la domiciliarità. Stiamo sviluppando nuove e specifiche piattaforme rivolte alla valutazione continua dei servizi e alla gestione delle reti di servizi sul territorio. La valutazione è tra le priorità più rilevanti: partendo dalla valutazione sul paziente (le ‘scale’, con riferimento a sistemi validi tipo Interrai, ndr), possiamo arrivare a fornire indicatori di valutazione delle performance dei servizi, garantendo il governo di singole strutture o reti di servizi. Migliorare la qualità delle cure e la governance dei servizi sanitari e socioassistenziali è l’obiettivo di MINERVA, il progetto di ricerca di CBA Group. Per garantire al cittadino servizi appropriati ed efficienti, oggi è necessario introdurre criteri per valutare e misurare la qualità dei processi.

La tecnologia può essere uno strumento utile per favorire le relazioni, andando oltre gli aspetti gestionali?

La tecnologia è uno strumento utile per favorire le relazioni tra medici e pazienti e tra tutti i player del mondo sociosanitario, andando anche oltre gli aspetti meramente gestionali. È un importante supporto per il Servizio Sanitario, capace di offrire valide soluzioni che agevolano i pazienti e rendono i servizi più fruibili e accessibili.

L’utilizzo di strumenti tecnologici porterà sempre di più ad una umanizzazione dei servizi, in quanto offre la possibilità di acquisire dati in modo continuativo, consentendo così di avere una stima oggettiva circa gli effetti dei servizi sul benessere delle persone. Grazie all’utilizzo della tecnologia, il malato viene posto sempre di più al centro della cura e considerato come persona con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute. In definitiva, la tecnologia offre l’opportunità di ricondurre al centro l’uomo con la sua esperienza di malattia e i suoi vissuti per rispondere individualmente al suo bisogno.