“Tecnologia a supporto dell’assistenza nella Long-Term Care”. Gualtiero Ventura, Presidente FD W.OR.L.D. CARE

Come si sta evolvendo il mondo dell’assistenza soprattutto nell’ambito della Long-Term Care?

L’età media della popolazione italiana è destinata a crescere nei prossimi anni, con la quota degli over 65 che passerà dall’attuale 20,3% a oltre il 32% degli abitanti nel corso del 2043. Un aumento che va di pari passo con l’incremento dell’insorgere delle patologie croniche, che coinvolgono il 36% degli uomini di età 65-69 e addirittura il 57% degli ultrasettantacinquenni. Per non parlare delle disabilità funzionali degli anziani, che ne riducono mobilità e capacità sensoriali esponendoli al rischio di marginalità sociale, laddove le politiche sociali non intervengano con adeguate strategie di aiuto e assistenza. Al tempo stesso si assisterà ad uno spostamento del baricentro di cura dall’ospedale alla casa, reso obbligatorio dalla diminuzione dei posti letto nelle strutture sanitarie e dalla diminuzione dei servizi offerti dal servizio sanitario nazionale. Inoltre, secondo il Future Health Study 2016, la mancanza di tempo (22%), i costi troppo elevati (22%) e la difficoltà nel fissare un appuntamento (13%) sono tra gli elementi che contribuiscono a portare il paziente a non recarsi da un medico neanche in caso di necessità (44%).

In questo contesto, frutto delle trasformazioni sociodemografiche e delle problematiche del sistema sanitario in termini assistenziali, diventa fondamentale individuare strumenti che siano realmente in grado di rispondere alle esigenze di assistenza sempre più incombenti della popolazione proponendo servizi ad alto valore aggiunto che siano un valido supporto e che grazie alla componente tecnologica diventino scalabili e di facile accesso per chiunque.

Quindi ritiene che la tecnologia utilizzata per l’erogazione di questi servizi non sia un limite, soprattutto per le persone di età più avanzata?

Assolutamente, ormai la penetrazione degli smartphone in Italia ha raggiunto l’83% (circa 49 milioni di persone) e tra gli over 65 anni quasi il 60% ne possiede almeno uno. Basti pensare che il mercato della mHealth si stima raggiungerà i 59,15 Miliardi di dollari nel 2020 grazie alla crescente penetrazione di smart gadget, all’utilizzo sempre più diffuso di app e di device medici connessi nella gestione delle malattie croniche e alla sempre più robusta diffusione delle reti 3G e 4G. Il tasso di utilizzo di persone di età compresa tra i 18 e gli 80 che possiede almeno un dispositivo di monitoraggio raggiunge addirittura il 92%. La tecnologia è ormai alla portata di tutti e l’utilizzo della stessa anche nel campo dell’assistenza è ormai il prossimo futuro. È importante però sottolineare come in questo tipo di servizi di assistenza la tecnologia facilita il raggiungimento dell’utente finale ma, come è sempre stato, la differenza sulla qualità del servizio la fa sempre la persona, l’operatore, il medico che risponde e che grazie all’esperienza maturata in anni di lavoro in questo campo, permette di mantenere standard elevati e di essere davvero un valido e reale supporto per il cliente. La dimostrazione è come anche in Italia negli ultimi anni tanti operatori del settore, aziende farmaceutiche, grosse multinazionali, stiano puntando proprio su servizi di questo tipo.