“Immunizzazione nella Long-Term Care”. Mario Merlo, General Manager, Sanofi Pasteur, Divisione vaccini di Sanofi

Qual è il contributo della vaccinazione per affrontare in maniera costo-efficace i fenomeni dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento della cronicità?

I sistemi sanitari dell’Unione Europea stanno affrontando numerose sfide a causa dell’invecchiamento della popolazione. Peraltro, da diversi anni ormai le evidenze scientifico-economiche hanno dimostrato che la vaccinazione è l’intervento sanitario tra i più efficaci all’interno dei nostri servizi sanitari nazionali. Infatti, il rapporto costo/beneficio è totalmente spostato sui benefici che una campagna vaccinale procura. Se pensiamo ad esempio al virus dell’influenza che ogni anno in Italia può colpire fino a 8 milioni di persone, si capisce l’entità dell’impatto positivo che la vaccinazione antinfluenzale può avere sulle persone e sul Servizio Sanitario Nazionale.

Inoltre, la vaccinazione antinfluenzale riduce i casi di malattia, mantenendo in buona salute adulti e anziani che già presentano condizioni potenzialmente di rischio. Ma non solo. Evita anche maggiori costi a carico sia delle famiglie che del Servizio Sanitario Nazionale grazie alla riduzione delle spese per consultazioni mediche, consumo di farmaci e ospedalizzazioni. Recentemente con l’introduzione di nuovi vaccini antinfluenzali quadrivalenti che hanno una più ampia copertura rispetto ai precedenti, i benefici per la popolazione sono aumentati notevolmente. E tutto ciò ha generato risultati evidenti altamente costo-efficaci.

Per quanto l’influenza sia comunemente considerata una malattia a decorso benigno, in realtà essa arreca un importante danno alla salute dei singoli e della collettività, al Servizio Sanitario Nazionale, all’economia di un Paese e alla società.

Cosa manca affinché la vaccinazione venga realmente percepita come una componente chiave di prevenzione di routine per preservare la salute dei nostri anziani?

Il Ministero della Salute definisce l’influenza “un importante problema di sanità pubblica”, ma ancora oggi purtroppo è comunemente considerata una malattia a decorso benigno. Di fatto non si tiene conto degli importanti danni alla salute che può arrecare ai singoli e alla collettività. Una recente indagine condotta dal Censis sui comportamenti e sugli atteggiamenti degli italiani di 50 anni ed oltre rispetto all’influenza evidenzia che questa è una malattia molto conosciuta, ma che si tende a sottovalutarla nei rischi spesso anche letali. È un tema di consapevolezza. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze, ma questo messaggio non è ancora arrivato ad una parte ancora numerosa dei nostri adulti a rischio e degli anziani. Dunque, la comunicazione semplice ed efficace diventa un mezzo fondamentale per raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale del 75% e poi del 95% fissati da tutte le autorità sanitarie nazionali ed internazionali. In Italia si vaccina solo 1 soggetto a rischio su 2, pur essendo il vaccino fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario e somministrato generalmente dal proprio medico di famiglia. Ma sono proprio i medici la chiave per una maggiore consapevolezza, perché rappresentano un anello fondamentale tra vaccinazione e cittadino. La relazione col proprio medico è ancora oggi il principale canale di comunicazione su questa patologia.

Però è necessario spiegare le evidenze e gli aspetti più importanti dell’influenza e della prevenzione vaccinale anche a chi scrive sui giornali e online e agli operatori della comunicazione. Anche per questo abbiamo lanciato #PerchéSì, laboratorio sul valore della comunicazione sui vaccini. Con questo progetto insieme al Calendario per la Vita abbiamo coinvolto tutti gli operatori italiani della sanità pubblica. Al concorso hanno preso parte oltre cinquanta strutture con i loro progetti di comunicazione. E accanto al contest abbiamo messo in piedi il primo hackathon sulla comunicazione dei vaccini: trenta studenti futuri comunicatori medico-scientifici hanno lavorato accanto ai professionisti della salute per ipotizzare nuove campagne di comunicazione. Perché la chiave oggi è intercettare l’attenzione dei nuovi pubblici connessi attraverso nuovi linguaggi e nuovi formati. Occorre dialogare con coloro che affollano i media digitali e sociali. È a loro che dobbiamo rivolgerci per incrementare la consapevolezza sul valore della vaccinazione.

Qual è il significato della partecipazione di Sanofi all’evento Long-Term Care Three?

Sanofi – e Sanofi Pasteur come divisione vaccini – ha in comune con Italia Longeva l’obiettivo di mettere l’anziano al centro del sistema Paese. Nel nostro quotidiano lo facciamo mettendo a disposizione di cittadini e pazienti i migliori ritrovati della ricerca per prevenire e curare molte delle patologie che purtroppo oggi affliggono gli anziani, parte della popolazione sempre più numerosa. L’evento Long-Term Care Three è ormai diventato un appuntamento dove tutti gli attori del sistema possono mettersi intorno ad un tavolo e confrontarsi su percorsi efficienti ed efficaci di cura e prevenzione. La chiave vincente è proprio questo confronto. Perché per tutti l’obiettivo è garantire alla popolazione adulta un futuro in buona salute.