“Sanità integrativa come supporto al SSN per affrontare la sfida della Long-Term Care”. Fiammetta Fabris, Amministratore Delegato, UNISALUTE

Quali sono state, ad oggi, le principali azioni messe in atto del mondo delle assicurazioni per favorire una sempre maggiore applicazione della Long-Term Care?

In merito al tema dell’invecchiamento della popolazione, la necessità di avere delle soluzioni al problema della non-autosufficienza pone in totale accordo tutti gli attori del mondo assicurativo dedicato al settore sanitario. Il tema però, di norma, viene ancora valutato solo ed esclusivamente da un punto di vista individuale, mentre, a mio avviso, le soluzioni più efficaci sono quelle collettive che consentirebbero di costruire strategie ad hoc riservate ad un ampio numero di persone.

La nostra Società continua a presentare le proprie coperture di Long-Term Care all’interno del mondo “collettivo”, anche se in tale contesto sorge un problema di non poco rilievo, ovvero che tali servizi (considerati tra i principali prodotti offerti dalla Società e associabili al core business della stessa) terminano in concomitanza con la conclusione dell’appartenenza della persona interessata al mercato del lavoro. Per tale ragione, è stata avviata una vera e propria azione di sensibilizzazione verso i Fondi direttamente coinvolti nel processo, ai quali viene richiesto di occuparsi di questo tema in maniera più strutturata, anche se ad oggi siamo ancora abbastanza lontani dall’avere una vera e propria pianificazione di scelta. Pertanto, ad oggi, tranne nel caso di alcuni contratti che contemplano anche la conseguente gestione “post-lavoro”, la situazione è abbastanza lontana da una risoluzione.

In considerazione dell’aumento dei pazienti anziani e cronici, come si è mosso il settore delle assicurazioni in materia di Assistenza Domiciliare Integrata a favore delle persone non-autosufficienti?

Su questo punto, posso rispondere su quanto fino ad oggi è stato fatto dalla nostra Società. Unisalute da circa 12 mesi ha cominciato ad innovare le proprie offerte con un vero e proprio modello di presa in carico, che può essere gestita non necessariamente ed esclusivamente nel caso della non-autosufficienza permanente, poiché si sta sperimentando l’applicazione di tale modello anche in casi specifici di pazienti affetti da una non-autosufficienza temporanea, conseguente a grandi interventi, problematiche relative ad eventi morbosi particolarmente impegnativi quali ad esempio la rieducazione da ictus e patologie croniche. Stiamo dedicando un’attenzione crescente a tali tipologie di offerte che prevedono, in determinati casi, anche la consegna al cliente di medical devices funzionali al monitoraggio dello stato di salute, attraverso l’attivazione di un sistema di alert inviati alla centrale operativa H24, e riteniamo che siano proprio queste le nuove frontiere dell’innovazione sulle quali è necessario investire. In materia di Assistenza Domiciliare Integrata, Unisalute vanta ad oggi due milioni di clienti che utilizzano tali tipologie di prestazioni che prevedono generalmente, in una fase preliminare, l’ausilio di un manager della Società, che a seguito di una attenta analisi della disamina relativa alla dimissione del cliente, sviluppa un servizio il più possibile calibrato sulle esigenze del paziente.

In ordine di priorità, quali sono le tematiche che ad oggi necessitano di una attenzione particolare in vista di un rilancio, sia della domanda che dell’offerta di servizi sanitari e sociali innovativi?

Siamo profondamente convinti che il Servizio Sanitario Nazionale vada sostenuto e aiutato. La sanità integrativa può dare il proprio contributo fondamentale, anche alla luce della sua “maggiore libertà di azione”. Pertanto, le tematiche che necessitano di una attenzione speciale sono quelle della domiciliarità e delle cronicità, poiché rappresentano il “presidio” delle tipologie di prestazioni citate in precedenza. Alla luce di tutto ciò, riteniamo che proprio in questi “territori” il modello di condivisione con il pubblico debba iniziare ad affiorare sempre di più.

L’iniziativa Long-Term Care che si terrà a Roma l’11 e 12 luglio prossimi può essere l’occasione per aprire un confronto tra pubblico e privato sul tema delle potenziali partnership da porre in essere tra il pubblico e il privato?

Su questi modelli, sono ormai diversi anni che “rincorriamo” il settore pubblico, per cercare di arrivare a delle valutazioni comuni. Il punto focale di questo discorso però verte su un assunto, ovvero che soltanto con delle sperimentazioni si può capire come tali modelli possano funzionare, come debbano essere tarati e declinati. Occasioni come Long-Term Care sono fondamentali per richiamare l’attenzione su questi temi complessi e di grande attualità, ma devono servire per dare il là a proposte concrete di cambiamento. Se non si riesce a trovare un territorio all’interno del quale poter organizzare una forma elementare di gestione, riuscendo a tradurre il tutto in reale opportunità, otterremo il solo risultato di spianare la strada all’esplosione di una vera e propria emergenza.